Città di Parma: cosa vedere in una giornata


Città di Parma

Città di Parma, città di Giuseppe Verdi e di Toscanini ma anche città del Prosciutto Crudo e del Parmigiano Reggiano. In generale, stiamo parlando, e stiamo partendo, per un luogo di musica e di arte, di tradizione gastronomica e di indole moderna.



Città di Parma: come arrivare

In auto, con la A1 o con la A15 Parma – La Spezia, dalla Liguria, si raggiunge la città ma chi viene da più lontano, atterra all’aeroporto Giuseppe Verdi, se riesce, che è quello di fatto più vicino e ben collegato al centro. Altrimenti da Milano o da altre grandi città, è necessario poi organizzarsi in treno i in auto di nuovo. Il treno arriva nel piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa dove si trova la stazione di Parma servita da Trenitalia. Una alternativa sono gli autobus extraurbani. Sempre tra le città della pianura padana meritevoli come Parma troviamo Città di Lodi, la Città di Piacenza, la Città di Monza e la città di Cremona e molte altre da scoprire e segnalarci!

Città di Parma

Città di Parma: cosa vedere in una giornata

Il Battistero dell’Antelami e il Duomo con la cupola del Correggio sono le prime due tappe nel nostro giro della Città di Parma, partendo dal centro. Il Duomo, romanico, ha una bellissima cupola affrescata dal Correggio, il Battistero è in con marmo rosa di Verona. A pochi metri possiamo andare ad ammirare alcuni affreschi del Correggio nella Chiesa di San Giovanni Evangelista mentre troviamo opere del Parmigianino nella Basilica di Santa Maria della Steccata.

Città di Parma

Spostiamoci nel Parco Ducale dove non si può non notare la spettacolare Fontana del Trianon, posta su un isolotto del laghetto e che vuole rappresentare il Parma e l’Enza, i due corsi d’acqua della città. Passeggiando piacevolmente per questo giardino possiamo rilassarci tra alberi secolari, statue e vasi ornamentali in marmo prima di rituffarci nell’arte, in quella esposta nella galleria Nazionale che ospita capolavori d’ogni genere anche di Leonardo da Vinci Tiepolo, Il Guercino, El Greco, Van Dyck.

Il Palazzo della Pilotta, così chiamato dalla parola “pelota”, oggi è un pulsante centro artistico e culturale, c’è anche il Teatro Farnese interessante perché realizzato tutto in legno.

Città di Parma

Città di Parma: cosa mangiare

Sapere cosa e soprattutto dove mangiare nella Città di Parma non è una informazione banale perché le ricette e i piatti tipici della sua cucina sono davvero gustosi, il miglior souvenir. Tra i consigliati c’è di certo l’antipasto di Parmigiano Reggiano con un calice di Malvasia Doc, poi i tortelli d’erbette o anolini e lo “gnocco fritto”, quella pasta di pane fritta da accompagnare con salumi misti: Prosciutto di Parma DOP, Salame Felino, Spalla di san Secondo, Culatello di Zibello DOP.

Nella Città di Parma si ama così tanto la cucina, la buona cucina, che sono stati realizzati numerosi festival dello Street Food e dei veri e propri Musei del Cibo: il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, il Museo della Pasta e del Pomodoro a Collecchio, il Museo del Salame a Felino, il Museo del Prosciutto e dei salumi a Langhirano e il Museo del Vino alla Rocca di sala Baganza. Sono tutti nei dintorni della città e ciascuno può scegliere a seconda dei gusti ma anche delle location che sono davvero speciali, anche dal punto di vista estetico.

Il Museo del Parmigiano è un ex caseificio, per il pomodoro si accede ad una ex azienda conserviera e anche negli altri casi si visitano edifici molto belli, con strumenti di lavoro, utensili del passato e le loro versioni moderne da osservare e conoscere.

Città di Parma

Città di Parma: storia

Tempo fa, molto tempo fa, la Città di Parma è stata insediamento in cui le abitazioni erano costruite su palafitte e negli anni a seguire ha sempre suscitato un grande interesse nei vari popoli che sono transitati per la pianura Padana. Ha certamente una posizione geografica strategicamente vincente e comoda, è in pianura ma vicina alle colline preappenniniche. Vi sono passati quindi, dominandola per periodi più o meno lunghi, Romani, Longobardi, Guelfi e poi Visconti, Sforza e Farnese.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 marzo 2018