Caprarola e Palazzo Farnese


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Bella per la natura di cui si circonda e per i palazzi che ospita Caprarola si trova in provincia di Viterbo ed è uno dei borghi più belli di Italia. Per trascorrere un weekend in gita, per aggiungere una tappa autentica e originale ad un nostro viaggio in questa zona, va benissimo. Iniziamo a conoscerla e a scoprire perché si tratta di una località turistica interessante.



Caprarola: provincia di Viterbo

Siamo sul versante sud dei Monti Cimini ad est rispetto al Lago di Vico. E’ qui che troviamo questo paesino arroccato su uno sperone composto da tufo. Non è banale arrivarci ma lo si può fare perché siamo tra le vie consolari, ora strade statali, Cassia e Flaminia. Il territorio di Caprarola comprende anche il monte Fogliano e molti ettari di natura incontaminata o quasi che vale la pena di ammirare. La bellezza di questi luoghi è stata notata non solo dai turisti ma anche dagli accademici tanto che la zona è stata oggetto nel 1995 di studi della Scuola di Architettura del Principe Carlo d’Inghilterra. La popolazione di Caprarola si aggira attorno alle 5mila – 6mila unità, siamo in provincia di Viterbo, nella Regione Lazio.

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Caprarola: palazzo Farnese

Nel territorio di questo comune troviamo anche Palazzo Farnese, detto anche Villa Farnese, palazzo noto per essere uno dei migliori esempi di dimora di epoca manierismo. Si chiama così perché è stato costruito proprio per la famiglia Farnese ma oggi è di proprietà della Repubblica Italiana, dal 2015 è gestito dal Polo museale del Lazio.
Subito si nota la sua forma a pentagono con cortile circolare al centro, guardandone una piantina oppure sorvolandolo, ma anche girandoci attorno.

Nel cortile, in pendenza verso il centro, si trova una curiosa “bocca della verità” che raccoglieva tutta l’acqua piovana che veniva usata per lavarsi, per cucinare, per fare ogni minima azione quotidiana che ne richieda l’impiego. C’è una strada che sfiora il palazzo e poi diventa una piazza, quella che poi si trova di fronte alla facciata principale da cui si accede al Palazzo Farnese.

Sembra che ci fossero altri edifici dove oggi sorge questa struttura e si è ai tempi fatto spazio alla sua forma e alla sua molte, oltretutto originariamente tutt’intorno era circondato da un fossato. Questo palazzo è interessante da visitare anche al suo interno, molto elegante, con vari ambienti suddivisi secondo uno schema ben preciso e moderno: la zona estiva a nord-est situata dove non batteva il sole la zona invernale a sud-ovest situata dove batteva il sole. Non vi incuriosisce già da ora?

Caprarola: lago di Vico

Se ci allontaniamo dal centro di Caprarola possiamo fare un salto a vedere le scuderie di palazzo Farnese, anch’esse realizzate su probabile progetto del Vignola e che attualmente ospitano iniziative culturali e convegni. Interessante anche la chiesa di Santa Teresa con annesso convento dei carmelitani ma poi bisogna proseguire per non perdersi una visita alla Riserva Naturale Lago di Vico. E’ possibile prenotare una visita guidata, anche, il mio consiglio è di andare e basta, in un modo o nell’altro, come preferiamo, ma di non perdersi questa riserva e il lago che non è un lago qualsiasi ma quello di origine vulcanica inserito in un ambiente particolarmente rimasto incontaminato,

Meglio andarci prima che qualche grande opera, o tante piccole azioni maleducate, lo contaminino. Oltre alla superficie lacustre, la riserva “ci riserva” la vista e la visita a estesi boschi di cerro, castagno e faggio, un sottobosco ricco di specie perenni e fioriture primaverili e autunnali. Troviamo narcisi, bucaneve, orchidee selvatiche e molti altri fiori che è raro vedere altrove. Belle sorprese anche per quanto riguarda la fauna perché in questo regno della natura ci sono molti animali che lo hanno scelto come rifugio. Tra essi troviamo la volpe, il riccio, il ghiro, il falco, l’istrice, il tasso, l’upupa oltre che numerose specie di uccelli acquatici. Un modo per visitare questo parco è quello di percorrere la Strada di Mezzo che attraversa il cratere inoltrandosi per una decina di km nel bosco di cerri e aceri.

Caprarola: cosa vedere

La Riserva del Lago di Vico è a vedere ma anche la natura che circonda in generale il nostro paesino. Una volta sul posto possiamo organizzare o farci organizzare escursioni a piedi, a cavallo e in bici nell’area paludosa del lago e lungo i sentieri del Monte Venere e del Monte Fogliano (m. 965). C’è anche la possibilità di fare birdwatching presso il punto d’osservazione della Riserva Naturale Lago di Vico e di seguire percorsi enogastronomici su prenotazione.

A Caprarola non c’è solo la natura e tra gli edifici non c’è solo palazzo Farnese, ma anche molti altri monumenti degni di nota. Partiamo dalla chiesa di San Marco, eretta a fine Cinquecento su disegno del Vignola, sempre lui! Se percorriamo la via Dritta, a destra ci troviamo l’ottocentesca fontana del Mascherone, a sinistra l’ex ospedale di San Giovanni (1495) ristrutturato dal Vignola, più avanti a sinistra palazzo Restituiti con maestoso portale e facciata in bugne angolari. Sempre lungo la via Dritta s’incontrano a sinistra palazzo Pettelli (fine XVI secolo) col suo portale in bugnato e, di fronte, palazzo Flacchi-Spada con un disegno di lesene ioniche sulla facciata. E’ una via ricca di attrazioni, è la principale e le ospita quasi tutte, infatti proseguendo, a sinistra s’incontrano palazzo Riario e la collegiata di San Michele Arcangelo, di origine trecentesca.

Giunti al termine della via Diritta si raggiunge il ponte delle Monache a sinistra, la chiesa di San Rocco e il rinascimentale palazzo Gherardi (1580) decorato da bugne angolari, un tempo convento delle agostiniane e oggi sede comunale.

Caprarola: cosa mangiare

Abbiamo parlato di percorsi enogastronomici, vediamo cosa si può mangiare da queste parti. Tra i primi piatti sono da considerare i pici, pasta fatta a mano con uova, acqua e farina, e i taccò, sorta di fettuccine senza uova. Tra i secondi, il pesce d’acqua dolce di lago o gli arrosti di capretto tipici della Tuscia. Il prodotto originario di questi luoghi può essere considerato la nocciola, utilizzata in pasticceria nella produzione di biscotti come tozzetti, amaretti, cazzotti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 24 ottobre 2018