Cismon del Grappa: sentieri ed eventi


Cismon del Grappa

A Cismon del Grappa c’è molto da fare se si ama camminare e fare roccia oppure se si è quel genere di turisti amanti del folclore religioso. E’ anche una meta per buongustai perché da queste parti si mangia e si beve bene ma non è la prima cosa a cui si pensa se ci si sta avvicinando a questo comune. Siamo in un paesino di meno di mille abitanti situato in provincia di Vicenza, siamo in Veneto in un piccolissimo paese molto orgoglioso della natura che lo circonda.



Cismon del Grappa: nome

Collocato all’estremità settentrionale del canale di Brenta, al confine con la Valsugana, Cismon del Grappa ha un nome che secondo Dante Olivieri è il risultato di un mix tra cis, che significa “al di qua” e mons che starebbe per monte “monte“. Lo stesso linguista non è molto convinto di questa sua tesi anche perché non ci sarebbe alcun documento antico a riprova.

Quello che incuriosisce è che il paese compare nel tempo anche con altri nomi in cui Monte non centra nulla e strambo anche il prefisso “Cis” raro in toponomastica, io lo collego solo alla Cisalpina che è però una strada, non un paese, e non si trova nei paraggi di Cismon del Grappa. A proposito, la specificazione “del Grappa” è stata aggiunta nel 1927, il paese ha origini molto più antiche e il suo nome di conseguenza anche.

Cismon del Grappa: cosa vedere

La Chiesa di San Marco, chiesa parrocchiale, sorge al centro del piccolo paese e custodisce al suo interno un’opera di notevole interesse: si tratta della pala d’altare, pala attribuita alla bottega di Jacopo da Ponte detto il Bassano del XVI secolo. Sono interessanti, da ammirare, anche le pitture che decorano la volta risalenti al XVIII secolo e attribuite al pittore Gianbattista Canal.

A Cismon del Grappa nel 1814, proprio attorno al culto della Vergine, è nata la tradizione a cui ancora oggi possiamo assistere, una festa decennale a ricordo dell’alluvione del 1748. In quel anno, fu una tragedia perché l’alluvione distrusse non solo la chiesetta del ponte, ma anche parte dell’abitato e della chiesa parrocchiale, addirittura trascinando la statua della Vergine fino a Friola di Pozzoleone, a 40 chilometri da Cismon.

Ogni dieci anni, il 18 agosto, in ricordo di questa tragedia, c’è una processione durante la quale la statua della Vergine grazie a degli archi di legno ricoperti di rami di abete costruiti per l’occasione, viene portata in pellegrinaggio fino alla sua originaria sede del ponte. Lì il vescovo celebra la funzione religiosa e ricordiamoci questi particolare che ritroveremo più avanti, esplorando le passeggiate attorno a Cismon del Grappa.

Cismon del Grappa: cosa vedere

In questo paesino, con una vivace storia alle spalle, c’è anche una fortificazione militare chiamata “Covolo di Butistone”. Ha origini molto antiche, sbarrava il Canale di Brenta tra Primolano e Cismon del Grappa fino alla fine del Settecento, era stato eretto a difesa di una delle principali vie di comunicazione tra la penisola italiana e la Germania.

Cismon del Grappa e il torrente

Il nostro piccolo borgo veneto sorge nel punto in cui il torrente suo omonimo sfocia nel fiume Brenta. In tal merito c’è un detto del posto, nato dopo la frana del Monte Colmandro che avvenne il 9 dicembre 1825 e che causò l’inondazione del Brenta da Solagna fino a Fiesso d’Artico. Suona così “che el Brenta non sarìa Brenta se el Cismon non ghe desse ‘na penta ossia”.

Tradotto in italiano suona invece così: “il Brenta non sarebbe il Brenta se il Cismon non gli desse una spinta”. Questo perché la portata dell’acqua del fiume Brenta diventa significativa solo grazie al contributo del torrente. E’ tutto da verificare ma il detto è simpatico e suona bene.

Cismon del Grappa e il torrente

Cismon del Grappa e dintorni

Attorno a Cismon del Grappa ci sono molti percorsi da imboccare per fare delle passeggiate nella natura. Partendo dalla piazza centrale di Cismon, si può prendere la mulattiera, lungo la val Goccia-val Cesilla. E’ un percorso antico nato per collegare il paese con i vari insediamenti abitativi situati in montagna, oggi però il tracciato originale c’è ancora ed è suggestivo percorrerlo perché conserva ancora il vecchio selciato in pietra. Camminando sulla mulattiera sul lato sinistro, semi nascosti nella vegetazione, spuntano tre manufatti in pietra. Sono dei resti risalenti all’epoca altomedievale, hanno la forma da sepolcri e nella tradizione popolare sono chiamati “i lebi delle streghe”.

Cismon del Grappa e la palestra di roccia

Proprio da queste parti, in provincia di Vicenza, non molti sanno se non gli appassionati veri, che c’è una delle più frequentate e qualificate palestre del Veneto per chi ama arrampicare. Il territorio della palestra è quasi tutto nel comune di Cismon del Grappa, in totale come percorso si parla di poco meno di 20 chilometri. Si può praticare tutto l’anno, la chiodatura è quella dei primi salitori, il rientro è dato da sentieri che in pochi minuti riconducono alla base. Ed ecco il collegamento con la vergine perché proprio in occasione della festa del 18 agosto, ogni anno viene compiuta una salita lungo la parete del Saccon, che sovrasta il paese e fa parte in pieno della nostra palestra.

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Pubblicato da Marta Abbà il 18 ottobre 2018