Viaggiare leggero con Garzabibbo,dentro e fuori


viaggiare leggero

Piace viaggiare leggero a Garzabibbo. Carlo, in realtà, ma Garzabibbo è il suo soprannome, affibbiatogli già all’università e oggi, a volte anche con i due figli, a volte solo, se lo porta in viaggio. Questo non gli impedisce di viaggiare leggero, sia chiaro, anzi, anno dopo anno “si alleggerisce” vivendo il viaggio sempre più come esperienza. La sfida, ad ogni partenza, è il saper catturarne l’essenza. Viaggiare leggero di bagaglio, ma non solo: mezzi pubblici, alloggi e cibi locali, spesa in target con il Pil del Paese visitato. Leggero, quindi , anche l’impatto del turista Carlo. Ops, di Garzabibbo.

Quando hai iniziato a viaggiare leggero, sentendo più tua l’esperienza ?
A viaggiare ho iniziato fin da piccolo, con i miei genitori, non di frequente, ma quando lo si faceva per oltre un mese, sempre in macchina tra Francia e Spagna. Poi ho cominciato a viaggiare leggero sempre di più e per conto mio, con qualche amico. Ma quello che considero il mio primo vero viaggio è il mese trascorso a zonzo per il Cile quando avevo 27 anni: è stato solo allora che, un po’ perché ero da solo, un po’ perché con più tempo e più consapevole, ho compreso quanto il viaggiare, e il viaggiare leggero, fosse essenziale per me. Da allora non ho più smesso.



Nel tuo viaggiare leggero, quanto è importante la meta?

Non è per me così importante. Viaggiare, viaggiare leggero, prima di ogni cosa, è una sensazione del corpo. Non è importante cosa si vede, ma come lo si vede. Non esiste posto al mondo che non abbia tutte le carte in regola per permettermi di fare un gran viaggio, tocca solo a me concedermi di viaggiare leggero e catturarne l’essenza.

Le tue mete hanno un fil rouge che le unisce?
Ho una preferenza per quei Paesi dove la conoscenza della lingua mi permette una maggiore interazione con le popolazioni locali e con gli altri viaggiatori. Inoltre posso assentarmi dal lavoro più facilmente in inverno che in estate. Questo fa sì che il mio viaggiare leggero sia soprattutto verso l‘America latina e nel Down Under.

Chi vuole viaggiare leggero come te che mezzi usa? Dove dorme?
Solitamente mi sposto con mezzi pubblici, gli stessi usati dalle popolazioni locali. Lo stesso vale per il dormire. Tendo a deformare il meno possibile il tessuto sociale del luogo che visito, cercando di spendere quanto spenderebbero i locali. So che la mia voglia di scoprire il mondo ha un impatto “snaturalizzante” sulle società che visito, tanto più incisivo quanto più è evidente il divario economico tra i nostri Paesi. E poi, non c’è niente di più bello che abbandonare i facili itinerari turistici per ritrovarsi da soli con la gente del posto.

Come è cambiato nel tempo il tuo stile di viaggiatore?
Nel tempo mi sono alleggerito, sia materialmente – ora faccio fatica a riempire uno zaino da 40 litri – , sia spiritualmente. Come diceva Nicolas Bouvier, il viaggio prima di riempirti la vita ha il potere di purgartela. Nel tempo ho imparato a viaggiare leggero e farmi “purgare” più velocemente e con maggior efficacia. Inizialmente facevo molto affidamento sulle guide, invece ora, dopo averle lette, le lascio a casa. “Voi gringos credete più in quel libro che nelle persone con cui potete parlare e confrontarvi”, così mi disse Max, un giovane beliziano conosciuto a San Ignacio. Aveva ragione.

Le novità tecnologiche e logistiche hanno cambiato il suo stile del viaggiare leggero?
No. Continuo a preferire il trasporto pubblico, a voler passare almeno una notte in macchina se noleggio un’auto, a cercare da dormire giorno per giorno usando i sistemi di prenotazioni solo se strettamente necessari, a pranzare per strada e passare molto tempo a trascrivere le emozioni del viaggio su un quaderno con una biro.

Quale dei tuoi viaggi rifaresti?
Nessuno. La seconda volta non potrà mai essere come la prima. Parte della magia del primo viaggiare leggero sta proprio nella novità, nella non attesa di qualcosa, nell’imprevedibilità del momento, nella completa mancanza di pregiudizi. Meglio guardare avanti e rivivere il passato solo attraverso splendidi ricordi.

Dove può andare una famiglia che desidera viaggiare leggero ?
Mi viene da consigliare un viaggio non troppo impegnativo da un punto di vista logistico, in cui sia facile soddisfare le necessità di bambini anche piccini. Ad esempio in Francia, provata personalmente, c’è una ottima meta per viaggiare leggero con figli. Una zona di splendore unico: Pays du Dropt, nel Lot-e-Garonne, un centinaio di chilometri a sud-ovest di Bordeaux. Stendhal paragonava questa zona a una piccola Toscana: colli sinuosi ammantati di boschi e campi di grano e girasole, castelli e bastides medioevali, buona cucina e una cortesia della popolazione inaspettata in Francia.

E una giovane coppia?
Rimango in Europa, per viaggiare leggero in due, ecco due mete. Stoccolma, una città tra le più belle e romantiche del mondo. Osservare il profilo di Gamla Stan da una panchina di Skeppsholmen in una luminosa notte estiva è molto romantico. E poi un viaggio in macchina tra Austria e Boemia meridionale, per viaggiare leggero, avere molto tempo per chiacchierare e la possibilità di scoprire luoghi inaspettati come Český Krumlov, un paesino boemo di una bellezza unica. Questo offre il viaggiare leggero.

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Per un single dai 30 ai 45 anni?
Cile. Viaggiare leggero in Cile vuol dire godere della sua natura, passando dai deserti torridi del nord ai ghiacciai del profondo sud, dal mare ai quasi settemila metri delle vette più alte del Sudamerica. Viaggiare leggero permette, soprattutto, di conoscere i Cileni, un mix di ospitalità, gaiezza, calore, tipici dei popoli latini.

Come unisci il tuo viaggiare leggero con il voler essere connesso, on line, blogger?
Cerco una via di mezzo. Utilizzo internet per comunicare con famiglia e amici, il telefonino è vietato. Chiuderlo e lasciarlo sul comodino di casa è uno dei gesti simbolo del viaggiare leggero, che mi fa comprendere che il viaggio sta iniziando. Gli appunti li prendo da sempre su quaderno.

La prossima volta dove vuole viaggiare leggero?
In Indonesia. Ho un fraterno amico che lavora a Giacarta: un buon pretesto per scoprire finalmente il sud-est asiatico. In alternativa ho in mente da tempo di fare un viaggio a Creta in cui camminare e basta. Lì viaggiare leggero sarebbe: nessun mezzo di trasporto, solo io, lo zaino e un paio di buone scarpe.

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Pubblicato da Marta Abbà il 31 luglio 2014