Bandiere del Gusto Coldiretti


bandiere del gusto

Bandiere del Gusto Coldiretti, sono arrivate quelle della stagione 2016, sono quasi 5mila, 4965 per l’esattezza, e tra le new entry ci sono la Panada Assaminesa sarda, il Gilò di Maratea, l’aglione della Val di Chiana e il Caciocchiato campano. Ogni regione ha dato il suo contributo per esaltare quella tradizione enogastronimica deliziosamente italiana che le Bandiere del Gusto Coldiretti vogliono esaltare. Agli occhi dei turisti stranieri, ma anche e in prima battuta a quelli degli stessi italiani che spesso non conoscono a fondo il gusto della propria terra. E la ricchezza che secoli di tradizione agricola e artigianale ci regalano tuttora.



Bandiere del Gusto Coldiretti: di cosa si tratta

Le Bandiere del Gusto Coldiretti da tempo vengono assegnate anno dopo anno ai prodotti che devono essere meritevolmente ritenuti un bene comune per l’intera collettività. I sapori, gli odori, la preparazione stessa di alcuni prodotti di volta in volta premiati con Bandiere del Gusto Coldiretti sono parte di un patrimonio anche culturale di cui andare fieri. Quest’anno, edizione 2016 delle Bandiere del Gusto Coldiretti, sono 79 i nuovi prodotti inseriti, così da raggiungere la cifra record di 4965.

La selezione avviene tra le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale, tra quelle che con certezza e passione sono ottenute seguendo regole tradizionali tramandate tra generazioni per almeno un quarto di secolo. Le Bandiere del Gusto Coldiretti oltre ad essere un’ottima occasione per ricordare quanto siamo buoni, a noi e al mondo che viene in Italia a trascorrere le vacanze, è anche uno strumento affidabile per far sì che la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari restino protette anno dopo anno. Sempre in numero maggiore.

Bandiere del Gusto in Lombardia

Non se la cava male la Lombardia quanto a gusto anche se non è la prima regione a cui si pensa quando ci si lecca i baffi. E invece sa sorprenderci: in totale si è conquistata negli anni 247 Bandiere del Gusto Coldiretti ed è nelle classifiche di settore al primo posto per paste e biscotti con 72 bandiere, al secondo per carni e salumi, con 68 bandiere, e al terzo per formaggi, con 62.

Chi ci abita forse qualcosa conosce, per chi pensa alla Lombardia solo per Milano, il Lago di Como e altri due o tre simboli, annoti subito le Bandiere del Gusto Coldiretti da assaggiare: i tortelli cremaschi, gli gnocchi di zucca, i pizzoccheri della Valtellina, la Torta Mantovana. E sono solo esempi anche piuttosto noti, mentre chi ama i formaggi non può non gustare lo Stracchino Bronzone della Bergamasca, il Bagoss bresciano e il Panerone lodigiano. Il cacciatorini d’oca alla Bresaola e la luganega, oppure il “violino di capra”, per i non vegetariani, sono salumi da non perdere.

 

Bandiere del Gusto 2016: classifica

Campania, Toscana e Lazio sono sul podio nella classifica delle Bandiere del Gusto Coldiretti, la prima con 486 delizie, 29 in più del 2015, la Toscana ne conta poi 460 e il Lazio 396. A seguire ci sono l’Emilia-Romagna (387), il Veneto (378) e poi Piemonte e Liguria con 336 e 294 prodotti, rispettivamente.

Per non offendere nessuno, ecco le altre Regioni in ordine di Bandiere del Gusto Coldiretti: la Calabria con 269 prodotti, la Puglia con 251, la Lombardia con i già citati 247, la Sicilia con 242, la Sardegna con 189, il Friuli-Venezia Giulia con 163, il Molise con 159, le Marche con 151, l’Abruzzo con 148, la Basilicata con 113. In fondo ci sono la provincia autonoma di Trento con 105, l’Alto Adige con 90, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 32.

Bandiere del Gusto Coldiretti: new entry

Spiluccando con curiosità e acquolina le Bandiere del Gusto Coldiretti new entry eccone alcune tra le più sfiziose, viaggiando da Nord a Sud, per lo stivale. In Toscana spunta l’Aglione della Val di Chiana, si tratta di un aglio che sfiora gli 800 grammi, privo di allina e dall’aroma caratteristico, dal profumo piccante ma delicato, non come quello dell’aglio tradizionale.

Passando in Sardegna troviamo la Panada Assaminesa, una pasta ripiena di carne di agnello, patate e pomodori secchi, mentre in Basilicata c’è il Gilò di Maratea. Questo è un ortaggio simile alle melanzana, di origini brasiliane, lo si trova spesso sott’olio. Dalla stessa terra arrivano i Cannarricoli di Viggianello, semplici dolcini fritti tipici delle feste mentre nel Lazio possiamo assaggiare la Ciambella all’olio, la pizza ‘Bbotata’ (avvolta) e la Pizza varata, tutte di Sant’Angelo Romano.

Finiamo con altre golosità dall’Emilia Romagna: le Offelle di marmellata, focaccette di pasta dolce romagnole con un ripieno di composta di mele che prendono spunto da una ricetta dell’Artusi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 luglio 2016