Blogger geek e animo hipster: si parte!


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Blogger geek in giro per il mondo armata di tablet, racconti di viaggio in formato ebook e soprattutto una grande fame di nuove scoperte Manuela Cuadrado scrive da tempo di viaggi. Da quasi 12 anni, per lavoro, su una testata di turismo trade dove non trovano spazio però tutte le avventure che in puro spirito hipster e da blogger geek vive. “Un peccato, perché nel frattempo ho cominciato a viaggiare anche per studio e ragioni personali, accumulando un’enorme quantità di materiale interessante” racconta . Ecco allora “Viaggi e Virgola” in onore del diario delle elementari, che si chiamava Punto e Virgola: “Voglio cercare di vedere il mondo con la freschezza di quand’ero bambina”.

Ti definisci viaggiatrice e blogger geek e anche viaggiatrice hipster: in cosa sei blogger geek quando viaggi? E in cosa hipster?

Sono due anime strettamente legate. Sono blogger geek perché non mi muovo mai senza il mio armamentario elettronico: reflex digitale, pc, batterie di riserva, e soprattutto smartphone per la condivisione live di tutto quello che succede. Hipster lo sono nella scelta delle mete, delle esperienze, della cucina e anche nel modo di vestire.

Tre mete che consigli da blogger geek viaggiatrice?

Tutte sono in Asia. Sicuramente Taipei. Gli abitanti hanno un rapporto con le nuove tecnologie da cui gli occidentali hanno molto da imparare. Persino i bagni pubblici sono controllati elettronicamente, però quando entri in un parco un cartello ti invita a togliere la suoneria per goderti il verde e non disturbare chi fa tai-chi. Poi Singapore. Un Paese piccolo quanto una metropoli, ma che è riuscito a diventare una potenza economica puntando sulle tecnologie. Terza meta che consiglio da blogger geek e che mi auguro di visitare presto: Tokyo, semplicemente, il paradiso dei geek.



Tre mete per un viaggiatore hipster?

Barcellona è una risposta scontata, ma inevitabile: crocevia di culture, aperta e tollerante, dove ognuno può sentirsi sé stesso. Poi per non essere troppo scontata dico Stoccolma. Terza, irrinunciabile, eden degli hipster ma che ancora devo visitare: San Francisco! Nei miei sogni è la città ideale perché riunisce sia la dimensione geek che quella hipster.

L’incontro più hipster mai avuto durante i tuoi viaggi da blogger geek?

Tra i tanti la palma d’oro spetta a Greg, che mi ha fatto da anfitrione “alternativo” a Kangaroo Island, in South Australia. Greg era il classico businessman giacca e cravatta ma all’improvviso l’esistenza gli è apparsa priva di scopo. Si è preso una vacanza, ha noleggiato una barca da pesca per stare un mesetto a Kangaroo Island ma è rimasto affascinato dai ritmi lenti dell’isola, dal contatto con la natura e con gli animali ed è rimasto. Adesso se ne va in giro in pantaloncini corti, barba lunga e cappello da bush. L’uomo più felice del mondo!

La “scoperta culinaria” più ha sorpreso il tuo palato da blogger geek?

Il coccodrillo alla brace, in Bolivia. Gli animalisti mi odieranno, ma caspita, era davvero buonissimo! Per i vegetariani: la marmellata di lavanda provenzale, straordinaria con il formaggio fresco di capra.

Quando viaggi, in puro stile geek… libri o ebook? guide o romanzi?

E-book ! Sono una blogger geek, non scordiamolo. Zero peso in valigia, più alberi per la Terra! Alle guide classiche preferisco i racconti di viaggio che includono notizie utili, sullo stile di Bill Bryson.

Manuela, chiudi gli occhi, immagina un viaggiare sempre più “digitale”: tra 10 anni sarai una blogger geek che…

Che cammina per New York con gli occhiali digitali, con una mappa che si materializza davanti ai miei occhi. Sarò una blogger geek in Central Park che prenota un ristorante sulla 7Avenue per cena oppure che fa trekking in una foresta slovena con un’app che mi aiuta a riconoscere le piante dalla forma delle foglie e gli uccelli dal loro canto. Sarà, da blogger geek, bellissimo!

In quale viaggio ti sei trovata ad essere una blogger geek disconnessa?

A Kangaroo Island, South Australia. Lì la rete mobile è più che altro un’idea, i pochi abitanti hanno imparato a vivere facendone un uso davvero ristretto, il loro ufficio postale è una piazzola all’incrocio di due strade in cui hanno radunato cassette della posta costruite con materiali di fortuna.

Ma una blogge geek come te ha il dovere di esser sempre “collegata”?

Periodicamente io faccio uno switch off day, il “digiuno” da internet e cellulare: per tutti i blogger geek, e geek in generale. Dovrebbe essere un imperativo. La meta perfetta per “purificarsi”, e lo dico da blogger geek, è Seewli nel Canton Uri, in Svizzera, a 2000 metri d’altezza. Zero rete.

Da blogger geek viaggiatrice, un parere sul proliferare dei travel blog. Che futuro ?

Negli anni a venire conterà sempre di più dare un “taglio” particolare al proprio blog, una scelta editoriale precisa. Sarà questo a fare la differenza nel costruire un rapporto duraturo con i lettori. Da blogger geek coinvolta, mi fa piacere vedere il clima di condivisione e networking che si è creato. Se sapremo approfondirlo, sarà la chiave per un successo duraturo. Si cresce solo facendo squadra!

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Pubblicato da Marta Abbà il 11 luglio 2014