Wadi Rum: cosa vedere e dove dormire


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Giordania uguale Petra. Purtroppo ancora oggi funziona così ma le cose stanno cambiando e anche altre meravigliose aree di questo accogliente Paese stanno cominciando ad entrare nel cuore e nell’itinerario di tanti viaggiatori. Una di esse è quella del Wadi Rum, una regione vasta e desertica ma non tutte e sole dune che ci fa sentire atterrati sulla Luna. È una meta da non perdere, metterci piede almeno per un giorno è un must e chi ama camminare, ammirare vasti paesaggi e raggiungere cime rocciose, può pianificare anche di restarci più giorni. Caso vuole che sia molto vicina a Petra e quindi “accoppiabile” in una vacanza giordana che associ natura e cultura. Se siamo pronti per partire, andiamo a scoprire cosa vedere in questo deserto e dove dormire se si decide di restarci due o tre giorni.



Wadi Rum: cosa vedere

Wadi Rum è una valle situata nel Sud del Paese, scavata da un fiume e oggi desertica, situata a 60 km da Adaba. È detta anche Valle della Luna e il tipo di paesaggio che ci offre ha effettivamente molto di lunare, nonostante le tante cime che ospita tra cui il monte Jebel Rum (in arabo: ﺟﺒﻞ ﺭﻡ‎) alto 1754 m., e, al confine con l’Arabia Saudita, il monte Jebel Umm al-Dāmī (in arabo: أم الدامي‎), di circa 1830 m., il più alto monte della Giordania secondo la Shuttle Radar Topography Mission (SRTM). Nel 2011 il Wadi Rum è stato inserito tra i beni naturalistici protetti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Appena arrivati qui, al centro visitatori, possiamo preparare la nostra esperienza nel deserto, ammirando già oltre al gruzzolo di edifici che ci accoglie, la distesa di sabbia e rocce, punteggiata di jabal (montagne). È raro ma spuntano anche piccoli villaggi di beduini tra cui un forte che ospita una badiya, ovvero una stazione della polizia del deserto.

Oltre ai soliti souvenir che potranno testimoniare il nostro passaggio qui, al centro visitatori possiamo trovare una Rest House e tutti quei servizi per viaggiatori che servono per costruire una esperienza desertica su misura. È possibile ad esempio noleggiare veicoli 4×4, completi di autista/guida, per addentrarsi nell’area con un esperto che ci permetta di orientarci tra le varie montagne che spuntano. In alternativa si può scegliere di spostarsi affittando un cammello, molto più originale ma certamente l’area esplorabile sarà di molto minore. Non scordiamoci che questo Wadi è il più vasto del Paese.

Tra le diverse parti da vedere ce ne sono alcune classiche e imperdibili, spesso fotografate come simbolo di questo luogo: i Sette Pilastri della Saggezza, ad esempio, oppure il Ponte di pietra di Burdah, il più alto del Wadi Rum o la cima più alta della Giordania che abbiamo prima nominato.

Il Ponte di pietra di Burdah è una sorta di arco che possiamo vedere in cima ad uno dei tanti blocchi di roccia che spuntano in questo deserto, è alto 35 metri quindi rispetto agli altri fa chiaramente un effetto sorprendente. Ci si può anche salire, dopo un’escursione a piedi con una guida locale. Si tratta di un percorso non banale, fattibile per chi non soffre di vertigini, con il tratto finale che richiede l’uso di una corda. Oltre alla bellezza del Ponte stesso, unico anche il panorama che si osserva da questa altezza (anche senza percorrere il tratto più difficile, finale).

Girando tra le varie montagne del Wadi Rum si possono ammirare anche delle iscrizioni talmudiche e delle incisioni, realizzate e custodite nei canyon inesplorati o “siq”, che ci raccontano come queste rocce abbiamo accolto un tempo tante popolazioni diverse. In gergo si chiamano petroglifi e i migliori sono nel Canyon Khazʿali, raffigurano umani e antilopi che risalgono all’epoca dei Thamudeni, ci sono scene di caccia ma anche di vita quotidiana. Sono stati studiati dal Settanta in poi anche da un team dell’’Università di Firenze diretto da Edoardo Borzatti. Girando in jeep si possono visitare anche il Pozzo di Lawrence, un tempio dei Nabatei, le oasi del deserto e altri ponti di roccia più bassi e facili da raggiungere per foto ad hoc.

Per chi vuole e sa scalare il Wadi Rum è un vero paradiso che propone percorsi con un livello di difficoltà variabile tra 3 e 5, picchi fino a 1.800 metri e pareti in pietra arenaria. Per sbizzarrirsi da queste parti è meglio presentare domanda in anticipo al Centro visitatori perché è necessario essere accompagnati da una guida beduina esperta.
Se vogliamo girare la zona in modo diverso, senza jeep, possiamo come detto richiedere il supporto di cammelli e cavalli, mezzo di trasporto più originale ed ecologico e che ci permette anche di arrivare in luoghi che gli autoveicoli non riescono a raggiungere. Appoggiandosi su agenzie locali si possono organizzare anche tour in mountain bike e salite in mongolfiera (Ballooning safari) fino a 2.000 metri di altezza. Queste ultime sono fattibili solo da aprile a giugno e da settembre a dicembre.

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Wadi Rum: dove dormire

Se decidiamo di dedicare più di un giorno a questa meraviglia, possiamo scegliere di dormire in campeggio oppure in un più agevole bed & breakfast. Il campeggio può essere effettuato negli accampamenti già attrezzati con tende beduine, completi di strutture come bagni e “tenda da cena”, oppure con le proprie attrezzature. Ci sono diversi accampamenti che offrono una, due o tre notti nel deserto, offrono anche la cena e il pranzo e quel minimo di confort che si può desiderare.

Con un po’ di spirito di adattamento e di avventura, è un’esperienza da provare. Anche solo per le stellate che si ammirano di notte, ne vale la pena. Organizzare un soggiorno così non è complicato se ci si rivolge ad agenzie di viaggio di Amman, Petra o Aqaba che sapranno organizzare su misura la vostra parentesi desertica rispetto alla destinazione e al numero di partecipanti, compreso di trasporto, escursioni, cibo, esperienze.
Per trovare bed & breakfast è invece chiaramente necessario stare nel villaggio di Rum

Wadi Rum: come arrivare

Questa meta è molto comoda da affiancare ad altre tipiche giordane come Dana, Petra o Aqaba. Di mezzi pubblici non ce ne sono per cui è essenziale affittare un’automobile o usare un taxi. Da Aqaba, dirigendosi a nord ci vuole meno di un’ora, da Amman, andando a sud seguendo l’Autostrada del deserto o la più panoramica Strada dei Re, ci vogliono circa 4 ore.

Wadi Rum al cinema

Unica e impressionante, questa regione ha colpito anche molti registi che l’hanno scelta come location per le riprese delle loro pellicole cinematografiche. Forse è per questo che visitandola potrebbe sembrarvi familiare. Tra le più note citiamo

  • Lawrence d’Arabia – David Lean ha girato numerose scene del suo film del 1962 nel Wadi Rum.[4]
  • Pianeta rosso – Il Wadi Rum è stato usato per simulare la superficie di Marte in questo film del 2000
  • Passione nel deserto – L’area è stata prescelta per alcune scene di questo film del 1998
  • Sopravvissuto – The Martian – Nel Wadi Rum sono stati girati i panorami marziani del lungo viaggio del protagonista fra la Acidalia Planitia e il cratere Schiaparelli
  • Rogue One: A Star Wars Story – Il Wadi Rum è stato utilizzato per girare le scene ambientate sul pianeta Jedha.
  • Star Wars: L’ascesa di Skywalker – Il Wadi Rum è stato usato per girare le scene ambientate su Pasaana.
    Aladdin – Il Wadi Rum è stato scelto per alcune scene girate nel deserto fuori Agrabah.

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 Gennaio 2020