Anghiari: dove si trova e cosa vedere


Anghiari

Se siamo ad Anghiari forze amiamo l’autobiografia e siamo stati attratti qui dal fatto che in questo borgo ha sede la Libera Università dell’autobiografia, di fatto il centro italiano più grande e importante, massimo riferimento per lo studio e l’insegnamento di questo argomento. Saverio Tutino e Duccio Demetrio hanno scelto Anghiari per fondarlo, nel 2000.



Non è detto però, che sia questo il motivo, perché la località in oggetto è ad esempio famosa anche per motivi storici e artistici. Avvicinandoci, noteremo subito che si tratta di una cittadina di modeste dimensioni e con origini antiche. Lo mostrano le imponenti mura duecentesche che ancora la proteggono e le permettono di conservare un’atmosfera, come si suol dire, d’altri tempi. In questo caso, non è solo uno slogan: Anghiari ha le sembianze di una città medioevale ed è inserita nella lista dei “borghi più belli d’ Italia”, oltre a poter sfoggiare anche la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.

Anghiari: dove si trova

Situata tra il fiume Tevere e il fiume Arno, Anghiari è in Toscana, dalle sue case si può godere della meravigliosa vista dell’Alta Valle del Tevere che deve essere percorsa per arrivarci. Il paesaggio toscano vero, è questo, con una natura quasi incontaminata, molti boschi, qualche monasteri qui e là e forme sinuose e verdeggianti.
Chi è nei paraggi per visitare Arezzo, può pensare di fare un salto anche ad Anghiari ma nessuno ci proibisce di andarci apposta: merita!

Anghiari: dove si trova

Anghiari: cosa vedere

La storia della città, che poi ripasseremo, ha lasciato molti segni anche gradevoli nelle sue strade come nelle tradizioni: chiese e palazzi, ma anche case semplici che raccontano come un tempo si viveva nell’area. Questo fa di Anghiari un borgo davvero suggestivo, anche per la sua conformazione, dal punto di vista urbanistico.

Passeggiando per il centro, c’è da osservare l’intrico di viette e piazze, gli scorci che si aprono a sorpresa, le botteghe e in negozi della tradizione. Ci sono ancora, almeno qui, alcune botteghe antiquarie e laboratori di restauro del mobile.

I due musei della cittadina sono quello di Palazzo Taglieschi e quello dedicato alla battaglia di Anghiari, ci sono poi molte chiese da visitare e il panorama di cui godere.

Anghiari: cosa vedere

Anghiari: storia

Le mura duecentesche della città ci raccontano come essa abbia ricoperto un ruolo importante a quei tempi, diventando un riferimento per l’intera Toscana che ai tempi era una terra di confine, quindi spesso scenario di guerre e battaglie. Il 29 Giugno 1440, infatti, abbiamo la celebre Battaglia di Anghiari, affrescata da Leonardo Da Vinci in Palazzo Vecchio, in cui vediamo le truppe fiorentine vincere sui milanesi. Un momento importante non solo per Anghiari stessa ma per la grande Firenze.

Anche il nome del borgo è leggendario, ed esistono più spiegazioni plausibili. C’è chi pensa derivi da castrum angolare, per via della forma angolare del suo castello, c’è chi invece è convinto che è da “glarea” che derivi, termine per definire ammasso di ghiaia”, come quelli su cui sorge questo paesino.

Anghiari: quando andare

Non c’è un mese particolare in cui conviene recarsi a visitare questa zona, e la città, perché tutto l’anno ci sono iniziative culturali e gastronomiche, popolari e artistiche. C’è anche una vivace attività teatrale, anche mirata alla conservazione e alla diffusione delle tradizioni storiche e folcloristiche.

Tra gli appuntamenti da segnalare, più originali, ci sono il CyBorg Film Festival, festival di cortometraggi fantascientifici e “Tovaglia a Quadri”, un evento di teatro povero e cucina ideato da Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini e che sta diventando ogni anno più apprezzato e noto, anche fuori dai confini toscani dove è riconosciuto ufficialmente.

Anghiari: quando andare

Anghiari: produzioni tipiche

Oltre ai Bringoli con il sugo finto, piatto tipico di Anghiari, una sorta di spaghetti di acqua e farina tagliati a mano, ci sono molti altri prodotti tipici che non si mangiano ma che vale la pena di cercare, una volta in città

Qui infatti sono particolarmente sviluppate attività come quella del restauro del mobile antico, della tessitura, del ricamo, e la produzione di manufatti in vimini, oltre alla lavorazione orafa. Ce ne è per tutti i gusti, andiamo quindi in cerca delle botteghe di tradizione, ricordandoci che Anghiari è stato anche un importante centro di produzione di armi da fuoco. Chi ama Ivan Graziani, ricorderà anche che la città è citata in una sua canzone – “Il prete di Anghiari” – ed è l’ambientazione di “Agnese dolce Agnese” sempre di Graziani.

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Pubblicato da Marta Abbà il 7 giugno 2018