Organizzare un viaggio alla scoperta del Tibet


Organizzare un viaggio in Tibet è un’impresa ardua. Bisognerebbe rivolgersi a un tour operator specializzato oppure… a chi ci abita! E’ quello che abbiamo fatto noi! Per individuare al meglio le principali mete del Tibet, ci siamo affidati alle parole di chi ci ha vissuto per oltre 10 anni e ha già organizzato più di 500 tour.

Un itinerario completo per visitare le “principali mete del Tibet” è allegato in un link a fine articolo… ma bisogna focalizzare la nostra attenzione sulla parola “principali mete”. “Principali per chi?”. Ognuno ha gusti e interessi diversi ma soprattutto, ogni viaggiatore, ha le sue personalissime aspettative, quindi, prima di puntare su uno o un altro itinerario del Tibet, focalizzatevi sulle vostre ambizioni di viaggio.

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Il Tibet comprende le regioni Amdo e Kham… bisogna considerare che quando si parla del Tibet facciamo riferimento a una zona geografica che occupa il 25 per cento della superficie della Cina che, per inciso, è il quarto paese più esteso del Globo!

Dal momento che il Tibet è così vasto, i tour operator specializzati (quelli che lavorano solo con il Tibet!) propongono più di 10 itinerari differenti. Ci sono itinerari del Tibet che vanno da Lhasa al Monte Everest, al confine con il Nepal e nella zona occidentale, tra Kailash e il Lago Manasarovar… Per organizzare un viaggio in Tibet, la cosa migliore da fare è investire circa 10-15 euro in un libro specializzato come la guaida completa offerta da Lonely Planet (disponibile per 10 euro in versione ebook).

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Dopo aver studiato a fondo le varie regioni geografiche del Tibet e individuato le località da visitare, si potrà iniziare a elaborare un itinerario. Chi ha un’agenzia di viaggi di fiducia, può recarsi con libro e località alla mano così da sviluppare insieme un programma di viaggio personalizzato: il ruolo dell’agenzia di viaggio è cruciale non tanto per prenotare i biglietti aerei ma per questioni burocratiche! Tutti i viaggiatori stranieri che si recano nella Regione autonoma del Tibet devono entrare come turisti e avere una guida di riferimento; in questo l’agenzia vi risparmierà un bel po’ di scartoffie.

Ricordate che il 50 per cento del suolo tibetano è spesso occupato ad proteste e rivolte, quindi molti siti chiudono periodicamente. Per questo motivo, organizzare un viaggio in Tibet non significa solo studiare la geografia e i siti d’interesse del posto… sarà necessario studiare la cultura locale e soprattutto interessarsi alla politica del posto.

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Credit | thelandofsnows.com

Pubblicato da Anna De Simone il 12 dicembre 2013