Padova: cosa vedere


Padova

Padova, messa spesso in ombra dalla nota ed elegante Venezia, è una città che merita una visita e se non si trovasse nella stessa regione della sua rivale sarebbe di certo più valorizzata. Per i suoi monumenti e per la sua tradizione culturale, legata all’università, ma non solo. Anche i buongustai non possono trascurare questa città che merita almeno 5 o 6 giorni per permanenza per poter gustare almeno le perle della cucina locale.



Padova: come arrivare

Raggiungere Padova è piuttosto semplice sia in treno sia in auto. I binari sono quelli della linea Milano – Venezia, sempre più comoda e veloce. In auto si può scegliere la A4 Milano Venezia oppure la A13 Bologna Padova, mentre chi arriva da lontano e deve utilizzare l’aereo, ha la possibilità di atterrare sia a Verona-Villafranca, sia a Venezia-Marco Polo, sia a Treviso. Sono strutture ben collegate da navette con la nostra meta.

Padova: cosa vedere

Da credenti o non credenti, una visita alla Basilica che ospita le reliquie di Sant’Antonio va fatta, cercando di evitare gli orari in cui è affollata da viaggi di gruppo di pellegrinaggio che di solito mirano alla processione del 13 giugno. All’interno ci sono molti capolavori artistici!

Nella piazza antistante troviamo poi un monumento equestre al Gattamelata, statua in bronzo di Donatello, e passando ad un’altra piazza, troviamo quella delle Erbe che ospita il mercato, per tradizione. Attorno ci sono numerose vie ricche di storia e di piccole botteghe, da godersi in una passeggiata fino al Piazza della Frutta dove spunta il Peronio, colonna medievale che deve il nome alle ”perones”, le calzature in cuoio che qui venivano vendute.

Possiamo procedere raggiungendo la grandissima Prato della Valle che per estensione totale è seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. Spostandoci vicino alle famosissima Cappella degli Scrovegni, possiamo farci tentare dal Museo Archeologico e dal vicino Museo d’Arte Medievale e Moderna. Anche solo per la fama dei suoi studenti, non possiamo non passare dall’Università: nelle sue aule, quelle di Palazzo del Bo, hanno studiato Leon Battista Alberti, Galileo Galilei e Niccolò Copernico.

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Padova: Cappella degli Scrovegni

Uno dei motivi per cui si dice “Venezia la bella, e Padova sua sorella“ è la presenza in città della Cappella degli Scrovegni di Giotto. Non perché si trova in Italia, e siamo di parte, ma perché è ufficialmente il più importante ciclo pittorico del mondo. In un edificio semplice, che potrebbe passare inosservato, Giotto ha creato una serie di affreschi che replica la meraviglia di un cielo stellato sotto il quale il nostro sguardo trova episodi della vita di Gioacchino e Anna e della vita di Maria. Ci sono anche episodi della vita e morte di Cristo.

Tutto è stato realizzato in solo due anni, dal 1303 al 1305, sotto commissione di Enrico che ha voluto la Cappella per il padre Reginaldo Scrovegni, per far perdonare tutto ciò che aveva combinato. Egli era un noto usuraio, molto temuto, lo troviamo citato anche da Dante nell’Inferno ovviamente!

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Padova: dove mangiare

A Padova ci sono numerosi ristoranti tipici a cui poter affidare il proprio palato, l’importante è sapere cosa non perdere delle tante tradizionali ricette. Quella della zona è una cucina che gira attorno alla Gallina Padovana e ad altri animali da cortile come l’oca, il cappone, la faraona, la Gallina Polverara, il galletto nano e i polli. Tra i primi non scordiamoci di assaggiare i bigoli (spaghetti grossi e ruvidi) e almeno uno dei classici risotti (“risi e bisi“, con asparagi, o il radicchio) ma anche pasta e fagioli e zuppa con verze risulteranno divine.

Per i secondi, spiace per i vegetariani che si perdono il bollito misto alla padovana, il prosciutto di petto d’oca, i salami, la soppressa, i salumi a base di cavallo e di mulo. I dolci compensano la rinuncia vegetariana con ricette che riappacificano con il mondo al solo pensarle: ci sono la fugassa padovana, la figassa (torta di fichi), la smegiassa (con uvetta) e la sbrisolona. Per i più devoti, anche la pasticciera di Sant’Antonio: il Pan del Santo, il Dolce del Santo gli Amarettoni e i Merletti.

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Padova di sera

Padova di sera per i turisti, a meno che non siano movida dipendenti, è una città da godere con un aperitivo a base di spritz in una delle accoglienti e animate piazze cittadine per poi proseguire con una cena senza rinunce e una passeggiata per digerire in un centro storico decisamente d’atmosfera, anche nella notte.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 dicembre 2016