Valencia in tre giorni


Valencia in tre giorni

Valencia in tre giorni: è il viaggetto di inizio novembre che mi sono concesso per scoprire una delle città della Spagna che da tempo volevo visitare e che ha soddisfatto pienamente le mie aspettative!

Volo Ryan Air con partenza dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio (che ormai nella maggior parte degli aeroporti è indicato come “Milano – Bergamo” vista la vicinanza) e in 1 ora e 40 minuti sono arrivato a Valencia, questa volta senza “moglie e figli” ma con una compagna di viaggio d’eccezione: mia mamma! :-)

La meta numero 1 nella visita di Valencia in tre giorni non può che essere la spettacolare “Ciudad de las artes y las ciencias” a cui ho dedicato l’immagine di apertura di questo articolo che vedete qui sopra e che ritrae, in particolare, due dei cinque monumentali edifici del complesso: l’Hemisfèric e il Palazzo delle Arti, intitolato alla Regina Sofia.



L’Hemisferic è una sala cinematografica con uno schermo di quasi 900 metri quadrati dove è possibile assistere a filmati educativi e scientifici in formato IMAX. Noi abbiamo assistito alla proiezione di “Hidden Univers” con spettacolari filmati in alta definizione su pianeti e galassie riprese grazie ai telescopi più potenti attualmente in attività come quello degli osservatori astronomici di Arecibo e del deserto di Atacama.

Il Palazzo delle Arti, situato alle spalle dell’Hemisferic, è invece un centro culturale dedicato alla promozione di tutte le arti sceniche: ospita il Teatro dell’Opera di Valencia ed è sede dell’Orchestra della “Comunidad Valenciana”.

L’edificio, opera dell’architetto Santiago Calatrava, si estende per 40.000 metri quadrati ed è alto circa 75 metri.

Il terzo complesso della Ciudad che abbiamo visitato è l’Oceanografic, un parco marino con grandi vasche all’aperto e percorsi sotterranei dove, attraverso grandi vetrate, è possibile ammirare la riproduzione dei diversi habitat marini.

Devo dire che avere uno squalo “sopra la testa” e poterlo vedere nuotare a pochi centimetri in tutta sicurezza è un’esperienza da non perdere!

Valencia Oceanografic

Oceanografic: uno dei tunnel sottomarini e uno squalo

Un’unica “piccola nota stonata” nella visita dell’Oceanografic è stata quella relativa all’acquisto di una crepe alla nutella in uno dei chioschi del parco: impasto precotto e industriale, strato di Nutella quasi invisibile e crepe servita in un “cartoncino per patatine fritte” senza piattino e posate. Probabilmente la peggior crepe della mia vita! :-(

Molto piacevole invece la visita alla vasca delle foche e a quella dei leoni marini. Di sicuro l’attrazione più apprezzata dai bambini è stato lo spettacolo dei delfini, culminato con questo salto effettuato da uno dei delfini e il suo istruttore.

Valencia - delfini all'Oceanografic

Interessante e ricco di installazioni interattive è stato anche il Museo della Scienza, articolato su tre piani. Per una visita veramente accurata avremmo dovuto dedicare 3 giorni solo a questo museo!

In circa 2 ore e mezza siamo comunque riusciti ad apprezzare un buon numero di installazioni: le mie preferite sono state quelle per spiegare concretamente alcuni fenomeni della fisica, con esperimenti da fare sul posto, e quelle dedicate a illustrare le caratteristiche e le potenzialità del corpo umano, con test per misurare le proprie doti di equilibrio, la potenza e l’elevazione di un salto e le caratteristiche del proprio piede, attraverso una scansione termica.

Ho così scoperto di avere un piede del tipo “egiziano”, così come il 42% della popolazione mondiale, lungo 28,5 centimetri e con un appoggio piuttosto equilibrato. :-)

 

Valencia: Museo della Scienza

La scansione del mio piede al Museo della Scienza di Valencia

Pranzo nel chiosco all’aperto del Museo della Scienza a base di panini con Jamon Serrano: promosso a pieni voti!

Decisamente suggestivo è anche l’Umbracle, edificio che nei piani inferiori ospita parcheggi per auto e bus e sulla terrazza superiore presenta il Paseo de las Esculturas, un giardino con centinaia di piante abbellito da sculture che ospita feste, mostre ed eventi.

Valencia in tre giorni - Umbracle

Valencia in tre giorni – Il Paseo de las Esculturas

Il quinto edificio che compone la Cittadella delle Arti e della Scienza è l’Agora, uno spazio polivalente dedicato a ospitare conventions o eventi sportivi, come il torneo di tennis Open di Valencia.

Tra la visita di un museo e l’altro potrete passeggiare negli ampi viali o nel parco ricavato dal letto del fiume Turia, il cui percorso, dopo la disastrosa piena nel 1957, è stato deviato all’esterno della città di Valencia, liberando spazio per un immenso polmone verde dedicato a ospitare percorsi per il jogging, piste ciclabili, campi da calcio, parchi giochi per bambini, fontane e altre strutture ricreative.

Il secondo giorno della nostra visita di Valencia in tre giorni è dedicato alla visita del centro storico della città.

La Cattedrale di Valencia testimonia l’alternanza delle dominazioni cristiane e ottomane nel corso dei secoli: l’originaria cattedrale visigota, fu trasformata nella moschea di Balansiya per poi essere sostituita dall’attuale Cattedrale, consacrata nel 1238 dal primo vescovo di Valencia dopo la riconquista della città da parte dei cristiani.

Valencia in tre giorni - la Cattedrale di Valencia

la Cattedrale di Valencia

A poche centinaia di metri dalla Cattedrale, da non perdere la visita alla Lonja della Seda, inserita nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

Costruita sul finire del 1400 dagli architetti Pedro Compte, Juan Yvarra e Johan Corbera la Lonja assolveva la funzione di ospitare le contrattazioni dei mercanti della seta. Ad essa è collegato il Consulado, edificio in stile gotico.

Spettacolare il colonnato e le volte del soffitto della sala del mercato.

Valencia in tre giorni - Lonja della seta

Lonja della seta: colonnato e volte del soffitto

A pochi passi dalla Lonja della Seda merita una visita Plaza Redonda, una piazza di forma circolare, parzialmente coperta da una tettoia anch’essa circolare dove è possibile acquistare lavori all’uncinetto, sete e altri prodotti di merceria, tipici di Valencia.

Per il pranzo il ristorante del centro che abbiamo scelto è stato La Cigrona, dove abbiamo gustato alcuni piatti tipici della cucina valenciana. Io ho scelto: calamari alla griglia con maionese nera e mery sauce (veramente deliziosi!), stufato di manzo al vino rosso in letto di purè di patate, panna cotta. Tra i piatti più apprezzati scelti da mia mamma: filetto di seabass con verdure di stagione.

Il tutto ci è incredibilmente costato solo 15 Euro + bevande grazie a un’iniziativa promozionale chiamata “Menu VLC” a cui si ha diritto acquistando la Valencia Card, indispensabile per godersi al meglio Valencia in tre giorni: mezzi pubblici gratuiti, molti musei gratuiti e alcuni scontati, sconti in ristoranti e altro ancora.

A pochi passi dalla Cigrona è possibile salire sulle torri di Serranos, una delle antiche porte di accesso alla città di Valencia, risalenti al 1392. La fatica di percorrere le lunghe rampe di scale per arrivare alla cima delle torri sarà ampiamente ripagata dalla bella vista sul centro storico della città e sui Jardines del Turia.

A circa 400 metri dalle torri potrete visitare il Museo Benlliure (accesso gratuito con la Valencia Card) dedicato al famoso pittore valenciano José Benlliure Gil (Valencia, 1855-1937). Il museo, ricavato dalla sua casa, con buona parte degli arredi del tempo ancora presenti, offre la possibilità di ammirare un gran numero di opere del pittore.

Sempre nel centro storico, sono presenti altri due musei che meritano una visita: il primo è il Centre del Carme, ricavato da un antico monastero, con chiostro gotico e suggestivo giardino, che ospita mostre temporanee e altre iniziative culturali.

Il secondo è il Museo delle Rocce, dedicato ai carri trionfali, le “rocce”, che sfilano nella processione dedicata al Corpus Christi.

Per una pausa pomeridiana rigenerante, sempre nel centro storico, potrete sostare in una Horchateria per gustarvi una tipica horchata (orzata) valenciana, liquida o granizada. Le due horchaterie più belle, dal punto di vista delle decorazioni storiche del locale, sono la Horchateria Santa Catalina e la Horchateria el Siglo.

Valencia in tre giorni - Centre del Carme e Horchateria

Il pozzo nel chiostro del Centre del Carme e la Horchateria de Santa Catalina

Altri luoghi da non perdere che siamo riusciti a visitare nel Centro storico sono stati:

– La Basilica Virgen de Los Desamparados (Basilica della Vergine dei Derelitti, patrona della città)

– Il Mercato Centrale, uno dei più grandi d’Europa, con una superficie di 8.000 metri quadrati e oltre 1.200 banchi, dove acquistare frutta, verdure, pesce e altri prodotti dell’agricoltura valenciana. Si tratta di un vero e proprio gioiello di architettura liberty, con una spettacolare cupola centrale alta circa 30 metri.

– La Stazione del Nord e l’adiacente Plaza de Toros di Valencia.

Mentre mia mamma tornava in hotel, io non mi sono fatto scappare l’opportunità di una visita guidata del mitico stadio Mestalla (l’ultima del giorno in questo periodo è programmata alle 17.30 e sono riuscito ad arrivare appena in tempo! :-) La visita (costo 8,5 Euro con Valencia Card) comprende le tribune, il campo da gioco con le panchine, la sala dei trofei, la sala stampa e gli spogliatoi. Se siete appassionati di calcio è veramente da non perdere!

Valencia in tre giorni - Il Mestalla

Stadio Mestalla: tribune, spogliatoi, sala trofei e conferenza stampa

Il terzo giorno a Valencia per me si è aperto con una corsetta di 5 Km nell’area della “Ciudad de las artes y las ciencias”: correre in uno scenario architettonico di questa portata era un’esperienza che non potevo farmi sfuggire! :-)

Abbiamo poi scelto di dedicare il terzo giorno a due mete irrinunciabili nella nostra visita di Valencia in tre giorni: la spiaggia con la Marina e il porto, e il Bioparc.

La spiaggia è semplicemente immensa e benché in questo periodo fosse deserta è stato molto piacevole passeggiare sul lungo mare (ma “veramente lungo” perché, volendo, potrete camminare per oltre 5 Km!).

Alla Marina, oltre ad alcuni yacht “da milionari” ormeggiati, abbiamo potuto camminare tra le “basi” dei team dell’America’s Cup, tenutasi nelle acque di Valencia nel 2007. I loghi della barca italiana, Luna Rossa e della svizzera Alinghi sono ancora ben visibili sulle enormi pareti delle basi nautiche.

Per raggiungere spiaggia e porto abbiamo utilizzato i mezzi pubblici (compresi nella Valencia card) nonostante i taxi a Valencia abbiano un prezzo decisamente abbordabile.

Il Bioparc sorge invece in una zona più periferica di Valencia ma l’abbiamo raggiunto in circa 20 minuti con il bus 95. Premetto che non sono un fan degli zoo perché ho sempre preferito vedere gli animali in libertà, nel loro habitat naturale, ma devo dire che il Bioparc mi ha veramente sorpreso in quanto ha ben poco a vedere con uno “zoo”!

Di gabbie infatti non ce ne sono proprio e gli animali sono liberi di muoversi in ampi spazi delimitati con “barriere naturali”, fatte da rocce e corsi d’acqua. E’ così possibile ammirare gli animali senza alcuna barriera se non in alcuni rarissimi casi e solo per ragioni di sicurezza o per far apprezzare gli animali ancora più da vicino, dove sono utilizzate lastre di cristallo. (es. per lo spazio dedicato al leopardo)

Il Bioparc riproduce un buon numero di ambienti naturali, con particolare attenzione a quelli della Savana africana e del Madagascar. Tra gli animali presenti nel parco abbiamo visto: giraffe, zebre, ippopotami, leoni, scimpanzé e oranghi, lemuri, gazzelle, iene, leopardi, pellicani e molti altri.

Piacevole anche la sosta nei ristoranti del parco, tutti affacciati sugli spazi in cui sono ospitati gli animali. In questo caso, diversamente dall’Oceanografic, ottimo il cibo e con buon rapporto qualità prezzo.

Interessante lo spettacolo tenutosi nell’arena del parco dove alcuni uccelli addestrati hanno compiuto spettacolari evoluzioni per la gioia dei bambini.

Valencia in tre giorni - Bioparc

Valencia in tre giorni – spiaggia e Bioparc

Prima di dirigerci verso l’aeroporto siamo riusciti a dedicare un’ora alla visita del Museo di Storia di Valencia, situato a circa 800 metri dal Bioparc. Ingresso gratuito, sempre grazie alla Valencia card e sale curate e ben allestite. Il museo prevede un percorso cronologico che percorre tutte le tappe della storia di Valencia, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri.

Al termine del percorso è possibile utilizzare una “macchina del tempo” che permette di vedere le modifiche della città nel corso dei secoli attraverso ologrammi.

Prima di chiudere il racconto della nostra visita di Valencia in tre giorni, merita un’ultima nota la cortesia di tutte le persone di Valencia che abbiamo incontrato, sempre disponibili a fornirci indicazioni e informazioni, talvolta anche spontaneamente, senza che noi avessimo chiesto nulla, ma solo per il fatto che ci vedevano con una cartina in mano.

Per comunicare però, meglio dimenticarsi l’inglese, perché, come troppo spesso accade anche in Italia, le persone che lo conoscono sono poche. Meglio un fantasioso “italiano spagnoleggiante”! :-)

Pubblicato da Matteo Di Felice il 10 novembre 2014