Fabro: come arrivare e cosa vedere


Fabro

Per chi vuole fare un viaggio immergendosi nella natura e godendosi il paesaggio, c’è Fabro, una meta rilassante e che offre anche opportunità di divertimento. E’ un borgo in cui si possono scoprire anche interessanti sapori e approfondire la cultura e l’arte locale. Tra le chicche di Fabro c’è il tartufo, ma non è certo l’unico motivo per cui suggerirvi di partire alla volta di questo comune umbro troppo poco noto per quanto vale. Chi capita da queste parti perché tirato per la gola, si accorgerà che c’è anche altro da vedere. Sguardo alto, quindi, per poter scorgere alcuni tesori artistici tra cui la Chiesa parrocchiale di San Martino, eretta nel XIX secolo, e l’ottocentesco Palazzo Comunale, il cui progetto viene attribuito all’architetto perugino Guglielmo Calderini.



Siamo in Umbria, su uno dei suoi tanti colli, a una altitudine di 364 metri sopra il livello del mare. Da Fabro ci affacciamo sul panorama verdeggiante della regione, in particolare sulla Val di Chiana, nota anche come Val di Chiana romana, nella parte più occidentale, non siamo molto distanti dalla Regione Toscana e dalla Regione Lazio, in un territorio in cui convergono varie province: Terni, Perugia, Siena e Viterbo.

Non scordiamoci che Fabro fa anche parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e possiede anche un’exclave, quella di Poggiovalle, compresa tra i comuni di Città della Pieve e Cetona.

Fabro: calanchi

Questa parte di territorio, dove il borgo è situato, risulta composto da un grande accumulo di sabbie e argille plio-pleistoceniche di origine marina. Proprio la presenza di queste argille, oltre che delle crete, sempre di origine marina, ha portato all’emergere di un fenomeno geomorfologico del tutta affascinante che prende il nome di calanchi. In particolare lo possiamo osservare nella zona sud-orientale del comune. Di cosa si tratta?

Di ampie fenditure che si sono create nel terreno, divise l’una dall’altra da sottili crinali oppure da zone pianeggianti. Trattandosi di un fenomeno legato all’erosione, queste valli di argilla non sono particolarmente verdeggianti, hanno un aspetto che si potrebbe definire un po’ desertico, esagerando, ma che ha un suo particolare fascino. E poi il paesaggio dei calanchi c’è da dire che non è mai lo stesso, evolve, è quasi in possesso di una vita propria nel suo alternarsi mobile di piccoli prati, arbusti e boschetti. In questo contesto non mancano animali, soprattutto quelli selvatici.

Fabro: flora e fauna

Preso atto che si tratta di una vacanza tutt’al più naturalistica, vediamo meglio quali piante e quali animali possiamo incontrare. In questo ambiente caratterizzato da terreni argillosi, parlare di flora significa parlare sostanzialmente di erbe, arbusti e piccoli boschi. Da queste parti troviamo quindi la gramigna, l’erba mazzolina, la tussilagine comune, il cardo, il forasacco, il dente di leone e molte altre simili erbe.

In alcune zone dei calanchi si riescono a formare anche dei boschi di piccole dimensioni composti soprattutto da roverelle, lecci e olmi campestri. Fioccano gli arbusti, particolarmente adatti all’ambiente, e non immaginiamoci solo quelli insignificanti: a Fabro ci sono anche la ginestra odorosa, il corniolo sanguinello, il ginepro, la rosa canina, il caprifoglio detto in queste zone Manina della Madonna, e i prugnoli selvatici.

La varietà paesaggistica di questo territorio non ha fine, infatti possiamo trovarvi anche delle aree con piccoli stagni o minuscoli laghetti stagionali che creano un’atmosfera palustre con canne, tife e cannucce, raganelle, bisce, tritoni e vari insetti acquatici.

C’è anche da considerare il fattore stagionale, perché la natura ci propone di mese in mese diversi colori e profumi. In quelli primaverili ad esempio a Fabro possiamo vedere fiorire numerose erbe come la veronica, le orchidee selvatiche, l’astro, il fiordaliso, i ranuncoli, le margherite e i fiori del rovo. A fine agosto quelli che erano fiori di rovo diventano more e se siete da quelle parti non scordatevi di cercarle e coglierle per una scorpacciata di frutti di bosco o una buona marmellata.

Girellando per il territorio di Fabro e dintorni possiamo imbatterci in numerosi animali, alcuni più amichevoli di altri. Tra i mammiferi ci sono cinghiali, caprioli, tassi, ricci, istrici, volpi, lepri e il lupo. Non mancano gli uccelli da osservare con il naso all’insù, alcuni appartengono a specie migratorie, altri sono volatili tipici di queste zone, come il falco pellegrino e il gheppio, o i rapaci notturni come il barbagianni e la civetta. Sempre tipici del territorio anche i colombacci, le cornacchie grigie, le ghiandaie, le gazze ladre, le taccole, i merli e i picchi rossi minori.

Fabro

Fabro: cosa vedere

Se non ne possiamo più di paesaggi naturali, seppur animati da gioviali creature e profumate piante, possiamo fare un giro tra i tesori artistici e culturali che Fabro ospita tra cui sicuramente va citato per prima il castello, risalente al XVI secolo ed edificato su un impianto altomedievale. Merita molto anche il Belvedere del Torrione del Castello da cui ammirare il panorama della Val di Chiana a 360 gradi.

Tra i monumenti della cittadina troviamo la Chiesa parrocchiale di San Martino di Tours, del XVI secolo, il Palazzo Comunale e il Santuario della Madonna delle Grazie. A Carnaiola troviamo un altro castello, del XVII secolo, la Chiesa di San Severo e Salvatore, la Cappella della Beata Vanna da Carnaiola e l’affascinante rudere della Chiesa di San Nicola.

Se si arriva per la prima volta a Fabro e si ama camminare, si possono seguire gli itinerari consigliati alla scoperta di alcuni angoli inediti della zona. Eccone alcuni: il sentiero delle Crete, il sentiero della Bonifica, il percorso dell’Acqua, la via Romea di Stade e il Belvedere dei Calanchi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 23 Dicembre 2018