Jodhpur, India: cosa vedere


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Blu è il colore dell’anno e una città blu come quella di Jodhpur, in India, sembra essere la meta perfetta per riempirsi gli occhi di questo colore, visitando un’area del Paese che ha molto da offrire ed è pronta per accogliere un turista curioso delle tradizioni e amante della natura. Impossibile arrivare in città senza conoscerne la storia, è necessaria per capire quello che i nostri occhi vedranno sul posto. Partiamo!



Jodhpur: the Blue City

Questa città sorge nella parte centro-occidentale del Rajasthan, nel nord dell’India, e conta circa 850.000 abitanti. Ha un centro storico che risale al XVI secolo, protetto da una cinta muraria, ma il suo vero centro pulsante è molto più esteso. Ha molte vie commerciali e con imponenti palazzi da ammirare, da sempre le sue strade sono state percorse da abitanti e mercanti di passaggio. Su una rocca che guarda alla città c’è poi il noto forte cittadino da cui ammirare cosa accade quando i colori del tramonto incontrano il blu di Jodhpur.

A fondare questa città è stato Rao Jodha nel 1459, noto come Rathore. Questo capo clan governava un regno che viveva soprattutto di commercio, i prodotti più importanti erano i datteri e il rame, il legno di sandalo e l’oppio. Il soprannome che avevano affibbiato a questa terra, “terra della morte”, ci fa capire che aria tirava ma oggi non è rimasto nulla di quella crudeltà di un tempo e Jodhpur vi si mostrerà in tutta la sua bellezza blu. Quel che di negativo potete notare è un po’ di sporcizia e un po’ di caos, ma nulla che non ci sia anche in altre città del mondo e che non vi impedirà di visitarla con piacere.

Jodhpur: come arrivare

All’aeroporto della città atterrano solo voli di compagnie nazionali perché non è poi così grande e importante. Ciò che conviene fare è arrivare in India in una delle sue città principali, e poi proseguire in treno o in bus. Jodhpur è ben collegata sia dai binari che dalla rete stradale. Il prezzo in entrambi i casi è molto basso.

Nel preparare la valigia, immaginatevi un clima secco e caldo, anche se in inverno ci si avvicina allo zero. Proprio l’inverno risulta però essere il periodo migliore per visitare la città e l’intera area, soprattutto per non rischiare di vederle con la pioggia e i temporali incessanti. A partire da novembre fino ad aprile, il tasso di umidità e sopportabile. Se siete in partenza, non dimenticate di verificare anche le vaccinazioni per l’India.

Jodhpur, India: il forte

Visitiamo la città partendo dal forte imponente che la osserva dall’alto, proteggendola e offrendoci un luogo da cui godere della sua vista dall’alto. Si chiama Meherangarh, sorge su una collina di oltre 100 metri di altezza e ha una struttura piuttosto grande, estesa.

L’architettura si adatta al profilo naturale della collina su cui è arroccata inserendosi così in modo armonioso nel panorama. Quando si entra nel forte ci si trova a varcare ben sette porte, cosa che mette un po’ in soggezione. Una in particolare, la Jayapol, è stata costruita dal maharaja Man Singh nel 1806 e ricorda la vittoria riportata sugli eserciti di Jaipur e Bikaner. Interessante identificare anche una seconda porta, la Fatehpol, la “Porta della Vittoria”, eretta dal maharaja Ajit Singh per commemorare un’altra vittoria, la sua, sui Moghul.

Osserviamo bene questa porta perché si possono notare i segni delle cannonate. L’ultima porta prima di entrare nella fortezza è la porta di ferro, la Lohapol, ed è dedicata alle vedove del maharaja Man Singh, che si gettarono sulla sua pira funerea nel 1843. Se ne vedono le impronte delle mani che rappresentano un vero e proprio monumento da venerare, ricoperto in alcuni momenti di polvere rossa in segno di devozione.

Finalmente siamo dentro nel forte, in una sorta di labirinto in cui perdersi ammirando scorci, corridoi, giardini, spazi, decorazioni. La maggior parte dei palazzi è a graticcio, in terracotta, con molte decorazioni in stile rajput che giocano su simmetrie e asimmetrie con la massima libertà e gran gusto. Tra i tanti edifici oltre le sette porte del forte, c’è il museo che custodisce una magnifica collezione di ornamenti della regalità indiana. Anche se non siamo degli esperti, è interessante vedere i tanti oggetti utilizzati, i materiali e la fattura. Passando per il Moti Mahal (Palazzo di Perla) e il Sukh Mahal (Palazzo del Piacere), arriviamo al Phool Mahal (Palazzo del Fiore), riconoscibile per le sue meravigliose decorazioni fatte con una foglia d’oro, colla e urina di mucca.

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Jodhpur: cosa vedere

Scendiamo dalla collina del forte alla scoperta del centro storico antico di questa cittá in cui ci sono delle tappe interessanti da raggiungere per conoscerla nella sua modernitá e nelle sue tradizioni. Uno dei palazzi che vi lascerà a bocca aperta è l’Umaid Bhawan Palaca, chiamato anche Chittar Palace, Chittar perché è da lì che proviene la pietra arenaria usata per costruirlo. Immaginatevi un grande palazzo bianco e rosa, per costruirlo ci sono voluti 15 anni e il lavoro quotidiano di oltre 3.000 operai. Su un progetto ideato dal presidente del British Royal Institute of Architects per il maharaja Umaid Singh i lavori sono iniziati nel 1929, all’interno di un programma ideato per creare posti di lavoro in un periodo di intensa siccità. Alla morte di Umaid Singh, nel 1947, la struttura è stata trasformata in albergo a parte un’ala in cui vive il successore.

Sempre bianco ma composto da una serie di cupole è il Jaswant Thada, monumento commemorativo dedicato al maharaja Jaswant Singh II, costruito a partire dal 1899. C’è anche rappresentato un pavone che si gettò sulla pira funeraria e alcuni bellissimi tramezzi a graticcio in marmo intagliato. In un’altra zona della cittá spicca la torre dell’orologio che si innalza sopra il Sardar Market. Da questo animato mercato possiamo facilmente raggiungere la parte più commerciale della città dove acquistare verdure, spezie, dolciumi, argento e prodotti dell’artigianato locale. Anche senza fare acquisti, vale la pena di fare un giro, godendo di voci, profumi, persone. Dopo aver fatto un giro da quelle parti, dove spesso regna il caos, perfetta è la tappa ai giardini Umaid dove si trova anche il Sadar Government Museum. Questo museo conserva armi e sculture risalenti al periodo compreso tra il VI e il X secolo, è curioso osservarne le forme e i colori.

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Pubblicato da Marta Abbà il 23 Gennaio 2020