Museo Archeologico di Bolzano


Chi visita il Museo Archeologico di Bolzano effettua un viaggio nel tempo che lo trasporta fino alla Preistoria. Tra i tesori più preziosi visibili al Museo Archeologico di Bolzano, vi è il celebre Uomo del Similaum, nonché la mummia Ötzi , ritrovata in alta Val Senales circa 20 anni fa. Chi ama il turismo culturale e tutti gli appassionati di storia non potranno fare altro che apprezzare la “casa di Otzi”.

Il Museo Archeologico di Bolzano documenta la preistoria e la storia dell’Alto Adige dalla fine dell’ultima era glaciale (15.000 a.C.) fino all’età carolingia (intorno all’800 d.C.). Una serie di approfondite analisi scientifiche hanno consentito di conoscere lo stile di vita degli abitanti della zona in quelle epoche remote, raccontando dell’esistenza di miniere di rame, dell’alimentazione a base di farro, carne di cervo e verdure.

Cosa rende il Museo Archeologico di Bolzano così famoso?
Indubbiamente la presenza della Mummia Ötzi , la mummia più antica del mondo.
L’Uomo del Similaun, l’Uomo venuto dal ghiaccio, conosciuto infrormalmente con il nome di Otzi, è esposto presso il Museo Archeologico di Bolzano. Si tratta del corpo di un essere umano risalente a un’epoca compresa tra il 3300 e il 3200 a.C., all’età del rame. Il corpo si è conservato intatto grazie alla particolari condizione climatiche all’interno del ghiaccio.

Otzi, un ceppo ormai estinto
Da studi antropologici è stato stabilito che Otzi potrebbe essere originario della zona di Bressanone. In seguito ad analisi genetiche, il DNA mitocondriale del corpo della mummia ha rilevato che si tratta di un ceppo genetico non più presente a livello mondiale.

Gli appassionati della mummia Otzi potrebbero trovare particolarmente interessante il museo interattivo allestito nel sito di ritrovamento: presso l’Archeoparc-Museum Val Senales è stato allestito un museo che illustra le numerose scoperte ottenute grazie al ritrovamento della mummia Otzi. Il “museo di Otzi” ricostruisce l’ambiente di vita dell’Uomo di Similaun.

Pubblicato da Anna De Simone il 26 marzo 2013