Orta San Giulio: cosa vedere e come arrivare


Orta San Giulio

In provincia di Novara, in quella zona che sta idealmente a metà tra Lombardia e Piemonte anche se di fatto è Piemonte, c’è Orta San Giulio. Si chiama Òrta sia in piemontese che in lombardo ed è un comune di poco più di 1.200 abitanti ma che è riuscito a conquistarsi un posto nella lista dei borghi più belli d’Italia ed è stato anche insignito della bandiera arancione da parte del Touring Club Italiano.



Orta San Giulio è molto legata a tutto il territorio del Lago d’Orta, e viceversa, questo vale sia dal punto di vista storico culturale, sia dal punto di vista geografico. Questo centro è sempre stato un riferimento per tutta la Comunità della Riviera, un autonomo consorzio di comuni esistito dal medioevo fino a metà Settecento. Un tempo questa città aveva anche un sistema di fortificazioni che l’hanno protetta da numerosi tentativi di saccheggio, infatti ne ha di fatto subito solo uno, nel 1524, ad opera degli Sforza, quando le sue mura erano già state distrutte, nel 1311, per poi non essere mai più ricostruite

L’isola di Orta San Giulio: dove si trova

L’isola di San Giulio dista circa 400 metri dalla riva del Lago. Su questo pezzo di terra c’è l’edificio dell’ex seminario, costruito nel 1844 sulle rovine del castello, che domina tutto il resto del territorio dell’isola e che oggi ospita il convento di monache benedettine di clausura Abbazia Mater Ecclesiae. In verità sempre sull’isola possiamo trovare anche la Basilica di San Giulio, il più importante monumento romanico del novarese, ma lo si nota solo in seconda battuta, dopo aver ammirato il bel convento.

Questa isola guarda alla cittadina di Orta San Giulio che dalla terraferma le restituisce lo sguardo, con tutto il principale nucleo dell’abitato che sorge non a caso proprio in riva al lago, di fronte all’Isola che tra l’altro rientra nel suo territorio comunale. Orta San Giulio non è composta solo dall’isola e dal quartiere sulla riva, fanno parte dello stesso comune anche la frazione di Legro, nella zona più collinare, e la frazione di Imolo che è costituita da una manciata di casette sempre affacciate sul lago ma spostate verso Gozzano. C’è poi anche Corconio, più a sud, un piccolo nucleo abitato e nascosto dalla strada ma splendidamente “appostato” su una terrazza ad una cinquantina di metri sul livello del lago.

L'isola di Orta San Giulio: dove si trova,

Orta San Giulio: cosa vedere

L’Isola di Orta San Giulio è da visitare da cima a fondo, come detto, ed è presto fatto visto che, tolto il seminario e la Basilica, c’è poco altro trattandosi di una isoletta piccola e bella anche per questo. Passiamo quindi a vedere come è Orta, cosa offre ai nostri occhi e come mai è tra i borghi più belli di Italia. Non è certo solo per via della sua isola.

Già è buona cosa il fatto di trovare il suo centro completamente pedonalizzato e si tratta di un labirinto gradevole e non troppo confuso di varie viuzze strette molto pittoresche.

Ce ne è una che si vede essere stata un tempo quella principale, la si riconosce a prima vista ma in ogni caso si tratta della stradina che corre parallela alla riva del lago. Ad incrociarla per formare il labirinto arrivano tante ripide viette che si allontanano dal lago e ci conducono verso il Sacro Monte, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, da vedere e non solo perché o dice l’UNESCO, è effettivamente un paesaggio suggestivo.

In centro, che guarda il lago e la sua Isola, unica, c’è Piazza Motta, un salotto elegante e allo stesso tempo accogliente. Da qui partono le imbarcazioni dirette all’Isola di San Giulio, lato lago, mentre sugli altri tre lati ci sono vari edifici quasi tutti storici ma di epoche diverse, interessanti da osservare e apprezzare anche per il bel porticato che invita al passeggio. Sul lato nord si trova il broletto o Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio, risalente al 1582, il cui portico al piano terra viene usato per il mercato. La facciata mostra elementi classici e rustici, come gli affreschi, e poi c’è anche una piccola torre campanaria dall’aria simpatica. Non in piazza ma affacciata al lago c’è anche Villa Bossi, con il suo bel giardino, che ospita la sede del Comune di Orta San Giulio.

Da piazza Motta conviene imboccare la salita “Motta”, in realtà sulla carta si chiama via Caire Albertoletti, per procedere su un pavimento in sassi fino alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1485 e ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo.

E’ interessante la meta ma anche il viaggio, in generale e anche sulla salita Motta lungo la quale incontriamo molte case antiche e nello stile tipico del posto, assieme a certi palazzi storici tra cui Palazzo Gemelli, risalente al XVI secolo, con alcuni dipinti in facciata, e il neoclassico palazzo De Fortis Penotti.

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Orta San Giulio: come arrivare

Situata a metà della sponda orientale del Lago d’Orta, all’estremità di un promontorio collinare, Orta San Giulio può essere raggiunta facilmente in auto, visto che si trova a 45 chilometri dal capoluogo Novara che è a sua volta ben collegato con le principali città del Nord Italia, prime tra tutte, Milano e Torino. Volendo a Novare ci si arriva in treno e da lì si può prendere un altro treno locale per poi scendere a Orta San Giulio. C’erano due stazioni per questa località, sulla linea Domodossola-Novara: la stazione di Orta-Miasino e la stazione di Corconio-Ameno. La seconda è chiusa da oltre un decennio.

Orta San Giulio nel cinema

Non sono passati inosservati i panorami di Orta San Giulio e della sua isola, e hanno colpito fiori di registi ma non solo. Pochi sanno che sull’isola di San Giulio è proprio ambientato il racconto di Gianni Rodari “C’era due volte il barone Lamberto”, molto noto e che io amo molto. L’isola è bella ma come abbiamo detto non è solo merito di questa terra con seminario e basilica se Orta San Giulio è tra i più bei borghi d’Italia.

Lo testimoniano i tanti registi che hanno scelto proprio Orta come location per alcune riprese. Qualche esempio? il film Il piatto piange, di Paolo Nuzzi del 1974, l’episodio “La pecorella smarrita” del film Testa o croce del 1982 con Renato Pozzetto, molte scene del film “La corrispondenza” del regista Giuseppe Tornatore.

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 ottobre 2018