Monte dei Cappuccini a Torino: come arrivare e cosa vedere


Monte dei Cappuccini Torino

Torino è una città abbracciata dai monti e proprio le cime che la osservano sono delle interessanti mete per delle gite fuori porta, sia per chi ci vive sia per chi trascorre qualche giorno di vacanza nel capoluogo piemontese. Se ci spostiamo sulla riva destra del fiume Po allontanandoci dal centro, possiamo senza troppo sforzo raggiungere il Monte dei Cappuccini, una meta che merita una visita poiché non è solo un’altura da cui ammirare il tra l’altro splendido panorama ma anche sede di una interessante chiesa dalla ricca storia e dai prestigiosi interni.



Monte dei Cappuccini, come arrivare

Non aspettatevi una grande scalata per arrivarci perché questa collina è alta 325 metri s.l.m. Ed è a 200 metri dalla riva del Po, in pieno quartiere Borgo Po. Ciò significa che per raggiungerla, chi sta facendo un giro nel centro storico della città ci mette davvero poco. Basta avvicinarsi al ponte Vittorio Emanuele I, che dà accesso a piazza Vittorio Veneto. Chi preferisce avvicinarsi al monte con i mezzi pubblici può approfittare della linea 52, direzione Adua, da Corso Vittorio Emanuele II.

Monte dei Cappuccini: cosa vedere

La prima costruzione che si nota quando si guarda al Monte dei Cappuccini per valutare se raggiungerlo o meno è una costruzione religiosa: la chiesa barocca di Santa Maria al Monte. Non è però l’unica struttura che può essere visitata, assieme alla chiesa c’è un convento, costruito appunto dai Cappuccini che danno il nome al Monte, e proprio nell’ala sud di questa costruzione è ospitato il Museo della Montagna, accessibile dal piazzale panoramico in cima. Sempre sul monte possiamo trovare anche un ristorante a mezza collina, un laboratorio sotterraneo di fisica nucleare e una villa in stile liberty occupata da degli uffici, e infine una parte dell’archivio storico provinciale dei frati Cappuccini.

Monte del Cappuccini: la storia

Oltre ad essere sede della chiesa e del convento, questo monte ha ricoperto nella storia della città un ruolo davvero importante. Tutto merito dei frati che abitano tuttora nel convento e che si sono fatti conoscere per alcune loro imprese apprezzabili. Ad esempio sono note le loro gesta durante le epidemie di peste che colpirono Torino facendo numerose vittime, prima fra tutti quella del 1630. Tornano ancora protagonisti anche nel 1640, durante l’Assedio di Torino, quando proprio all’interno della Chiesa di Santa Maria al Monte si dice sia avvenuto un miracolo eucaristico.

Non è un caso che questo monte sia stato importante per Torino, è chiaro che si trova in una posizione molto strategica perché vicino alla città e in grado di permettere a chi ci è salito di sorvegliare l’avanzata dei nemici francesi.

C’è anche una leggenda che lo rende ancora più caro ai torinesi. Si racconta che gli invasori d’oltralpe quando riuscirono ad entrare nella chiesa, dopo aver vinto le resistenze degli abitanti, restarono di sasso nel veder uscire dal tabernacolo una enorme lingua di fuoco per proteggere le ostie consacrate in esso custodite. Fu proprio per questo, così si racconta, che i francesi tornarono sui propri passi e non presero possesso di questa cima.

Un momento importante nella storia del monte fu quello in cui vennero aboliti gli ordini monastici, durante il periodo napoleonico: il convento si svuotò dei frati e iniziò ad essere utilizzato per altro scopi, e purtroppo anche ad essere danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Diversi decenni dopo, nel 1989, proprio durante i lavori di restauro della Chiesa di Santa Maria al Monte, furono trovati due scheletri sepolti nella chiesa stessa e nell’orto del convento. Questo chiaramente fece notizia, se ne indagarono le origini e si scoprì che il primo poteva essere di Padre Cherubino Fournier da Maurienne, e il secondo del Conte Filippo d’Agliè.

chiesa di Santa Maria al Monte

Chiesa di Santa Maria al Monte

Siamo a Torino, per cui, come prevedibile le origini della Chiesa di Santa Maria al Monte sono strettamente legate alla storia del Savoia. Fu grazie ad un dono del Duca Carlo Emanuele I che a fine XVI secolo i Cappuccini ebbero il terreno per costruire il loro convento, finito nel 1590 e dedicato a San Maurizio.

Solo un secolo dopo fu eretta anche la Chiesa, in uno stile molto diverso e ben lontano da quello semplice del convento: lo stile barocco. Siamo nel XVII secolo e lo stile è questo. Preziosi sono gli interni di Santa Maria al Monte, ovviamente straripanti di decorazioni con marmi policromi sugli altari, progettati da Carlo di Castellamonte.

Ce ne sarebbe da raccontare di questa chiesa con continui rimandi religiosi, proviamo a vedere le caratteristiche principali ma una volta giunti all’interno, godetevi tutti i mini particolari. Sotto la mensa ad esempio possiamo trovare le spoglie di Sant’Ignazio da Santhià (XVII secolo), al secolo Lorenzo Maurizio Belvisotti, canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 2002 e che visse i suoi ultimi anni proprio a Santa Maria del Monte.

Nei quattro angoli della chiesa troviamo invece gli altari minori, opera di Benedetto Alfieri, con statue e dipinti da ammirare con attenzione, sia per la fattura che per i soggetti. Interessante anche la storia dell’opera lignea situata dietro il presbiterio, dorata e che incornicia una piccola tavola raffigurante la Madonna con Bambino, detta La Gloria, opera di Caffaro Rore e restaurata nel 1995. Fu posta lì per coprire il vuoto che lasciò una scultura lignea della Madonna con Bambino trafugata nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 1980.

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Pubblicato da Marta Abbà il 19 Luglio 2020