Gole del Verdon, i percorsi trekking


Visitare le Gole del Verdon è il sogno di molti viaggiatori. Geograficamente il Verdon sgorga dalla propria sorgente sul Colle d’Allos, nel massiccio dei Trois Evechés.

Il tratto più interessante delle Gole del Verdon si trova tra Castellane ed il Pont du Galetas, ma di certo non è l’unico: nell’articolo “Gole del Verdon, i percorsi consigliati” abbiamo analizzato una serie di percorsi per visitare le Gole del Verdon in auto, moto e camper.

Cosa fare nel Verdon
Il Parco regionale del Verdon Parc Naturel Regional du Verdon, comprende 43 comuni ed è nato nel 1997. Nel Parco regionale del Verdon è possibile praticare un gran numero di sport:

  • Trekking
  • Arrampicata
  • Kayak
  • Canyoning
  • Mountain bike
  • Parapendio
  • Cross

Le strade che costeggiano le Gole del Verdon offrono paesaggi davvero mozzafiato, splendidi percorsi da fare a piedi e meravigliosi villaggi arroccati che sapranno incantare i visitatori.

Trekking nel Verdon, i sentieri e le passeggiate delle Gole del Verdon

Se nello scorso articolo vi abbiamo segnalato i percorsi delle Gole del Verdon da fare in auto, in moto e in camper, oggi ci soffermeremo sul trekking nel Verdon segnalandovi un paio di sentieri.

Sentiero GR4. Durata: 2 giorni
Per escursionisti esperti o veri avventurieri
E’ il sentiero per eccellenza: per effettuarlo è necessario impiegare 2 giorni. Parte dal Point Sublime e scende fino in fondo alle gole.

Sentiero couloir Samson. Durata: 2 ore circa
Adatto a tutti
Si tratta di una passeggiata perfetta per chi non ha molto tempo a disposizione. Durante il percorso si godrà di una splendida vista sulle gole. Si parte dal belvedere del couloir Samson, appena sotto il Point Sublime e prevede due ore di cammino per andata e ritorno.

Sentiero Martel. Durata: 6 ore circa
Per escursionisti esperti
E’ perfetto per chi vuole visitare le Gole del Verdon in un giorno senza un mezzo di trasporto. Certo, chi ha solo una giornata a disposizione per visitare le Gole del Verdon farebbe bene a muoversi in auto o in moto, ma chi non può fare a meno del trekking, il Sentiero di Martel è l’ideale.

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Si tratta di uno dei sentieri più spettacolari, il visitatore si imbatterà in una gran varietà di paesaggi lungo il tratto di percorrenza che ammonta a 15 km.

Con il sentiero Martel si parte dal rifugio de la Maline e si scende lungo un ripido sentiero che porta al precipizio di Charencon. Durante il percorso si attraverserà un bosco e un breve tratto detrico, sarà necessario aiutarsi con la corda di sicurezza così da arrivare fino al fondo delle gole dove si potrà godere di una sosta al Prato d’Issane, in riva al fiume Verdon.

Dopo la sosta si può procedere per lo Stretto dei Cavaliers e la Breccia Imbert, tra i punti più scenografici dell’escursione, proprio di fronte alle grotte Feres ed Escalens che si superano con una scala di metallo composta da 240 gradini!

Il sentiero continua attraversando le caratteristiche Torri di Trascaires e soprattutto le tre gallerie, residuo di un imponente progetto dell’Ottocento che ambiva a deviare le acque del fiume Verdon. Le prime due gallerie si possono attraversare con facilità mentre per la terza, il Tunnel del Baou, lungo 670 mt, bisognerà armarsi di torce elettriche.

Gole del Verdon, il Gran Canyon francese
Nella regione della Proenza francese, le Gole del Verdon sono un ottimo esempio di come il tempi ha scolpito rocce e forgiato fiumi. Le Gole del Verdon sono chiamate il “Gran Canyon” francese ma questo soprannome è semplicemente un esagerazione: le Gole percorrono 25 chilometri e, in certi punti, raggiungono 700 metri di altezza. Il Gran Canuon è semplicemente enorme: lungo 446 km, nel suo punto più largo tocca i 29 km e raggiunge una profondità di 1.800 metri.

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Gole del Verdon, curiosità
Il 7 maggio del 1990, le Gole del Verdon sono diventate un sito naturale protetto. Le pareti delle Gole del Verdon rappresentano un importante sito d’arrampicata, tra i più famosi della Francia e di tutta l’Europa. In questo contesto sono più di 800 le vie tra monotiri e vie lunghe su roccia calcarea.

Pubblicato da Anna De Simone il 20 giugno 2014