Città di Piacenza: cosa vedere in una giornata


Città di Piacenza

Città di Piacenza, una città accogliente con le sue vie antiche ma vive e vissute, di dimensione umana, e con i suoi sapori, noti in tutto il mondo come eccellenze. E’ però una città anche ricca di storia, la si può vedere nei suoi palazzi e nei monumenti, nei musei e in alcune gallerie d’arte, non senza buttare un occhio anche ai negozi e alle botteghe d’artigianato antiche e moderne che costellano il centro.



Città di Piacenza: come arrivare

E’ la prima città emiliana della Via Emilia appena si varca il confine regionale arrivando dalla Lombardia lungo la Pianura Padana. Raggiungerla in macchina è semplice, con la A1 (uscite Piacenza Nord e Piacenza Sud) e la A21 (uscita Piacenza Ovest). Gli aeroporti più vicini sono quelli di Milano, Malpensa e Linate, oppure quello di Parma, al Giuseppe Verdi. Anche chi arriva in treno, con Trenord, Trenitalia e Italotreno, scende in stazione, in piazzale Marconi, e non è lontano da tutto ciò che c’è da vedere nella città di Piacenza.

Città di Piacenza

Città di Piacenza: cosa vedere in una giornata

Passeggiando per il centro storico, tra negozi e boutique, tra localini e ristoranti, si percorrono in automatico via XX settembre, Corso Vittorio Emanuele e via Cavour notando la struttura viaria della città, tipicamente romana, con cardo e decumano. Nella piazza centrale, Piazza Cavalli, si trovano i due monumenti equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese padre e figlio, duchi di Parma e Piacenza, e anche il Palazzo Gotico, con il suo loggiato in marmo bianco di Verona e la struttura in cotto.  A Palazzo Farnese è custodito anche il fegato etrusco di Piacenza, un’importante testimonianza dell’arte divinatoria, da non perdere

Nel Salone di questo imponente edificio vengono spesso ospitate importanti manifestazioni cittadine. Da non perdere, il Duomo, da fuori e da dentro. All’esterno il suo marmo rosa alternato con l’arenaria, è un capolavoro, all’interno, lo sono ugualmente gli affreschi di Camillo Procaccini, Ludovico Carracci e del Guercino. Dalla cripta si raggiunge il Museo Diocesano che custodisce il Codice 65, ovvero il Libro del Maestro, risalente al 1120 – 1140. Per conoscere meglio le chiese di Piacenza ci vorrebbe una giornata dedicata solo ad esse.

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Città di Piacenza: musei

Chi ama l’arte e i musei, nella Città di Piacenza può scegliere tra i Musei Civici con sede a Palazzo Farnese e altri meno noti ma interessanti. Tra i Civici ci sono molte collezioni che sarebbe un peccato trascurare, in primis quella del Museo delle Carrozze e della Pinacoteca, particolari anche quelle del Museo Archeologico e del Museo del Risorgimento. Chi ama l’arte deve fare un salto alla Galleria d’arte Moderna Ricci Oddi, con una collezione privata ricca di importanti opere di artisti italiani e stranieri.

Nel Museo Civico di Storia Naturale si trovano ricostruzioni “immersive” in una sede che è già da sola uno spettacolo: si tratta della Fabbrica del Ghiaccio di un ex macello, entrandovi si accede alla sala dei macchinari che servivano a produrre ghiaccio tramite raffreddamento dell’acqua con ammoniaca. Affascinante!

Città di Piacenza: cucina

Una giornata nella Città di Piacenza è una giornata da acquolina in bocca, con l’imbarazzo della scelta di fronte a ciò che offre la tradizionale cucina piacentina. Sapori forti e caserecci, molti salumi e carni ma anche pasta e formaggi, riso e trippa di vitello, per non scordare la polenta e i dolci deliziosi. Un’altra città per golosi è la città di Modena per non parlare di quella di Parma

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Città di Piacenza: storia

Lasciandosi alle spalle la Città di Piacenza si può riflettere a posteriori sulla sua storia o informarsene. Il suo nome originale è Placentia, quindi esplicitamente romana di origine. E’ stata infatti una colonia romana, fu fondata insieme alla città gemella Cremona nel 218 a.C. e l’idea era quella di presidiare il Po dalle due sponde con queste due belle città, sospettando l’arrivo di Annibale.

Curioso sapere anche che è stata nel tempo soprannominata la Primogenita perché nel 1848 fu la prima città italiana a votare con un plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna. Altra particolarità che contraddistingue silenziosamente la città di Piacenza è il premio ricevuto nel 2016 dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, come “Capitale Antirazzista 2016” dopo aver vinto un concorso nazionale a cui il comune ha partecipato nel corso del 2015.

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Pubblicato da Marta Abbà il 4 marzo 2018